Gli studi sul tartufo bianco dell’Alto Monferrato diventano un «case history» del corso di Digital marketing dell’Università di Pavia.
Le ricerche dei docenti dell’Università del Piemonte Orientale Guido Lingua (del Disit) Maurizio Aceto e Vito Rubino (del Disste), che hanno elaborato un metodo di tracciabilità analitica dell’origine che consente di discriminare i prodotti del territorio da quelli di altre zone d’Italia e d’Europa, hanno destato l’interesse dell’ateneo lombardo : nei prossimi mesi, gli studenti elaboreranno un piano di sviluppo del marketing digitale del territorio e del prodotto.
I risultati delle ricerche dei docenti del’Upo sono stati valorizzati anche attraverso il progetto NODES (acronimo di Nord Ovest Digitale E Sostenibile). La «case history» è stata scelta attraverso un bando pubblico competitivo a cui ha partecipato l’Ats Comuni del tartufo bianco pregiato dell’Alto Monferrato, di cui fanno parte 21 località a cavallo tra Ovadese, Acquese e Astigiano.
Il 20 marzo Vito Rubino, capofila e coordinatore del progetto e professore associato di Diritto dell’Unione Europea nel Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la Transizione ecologica per la sede di Vercelli, ha presentato i risultati della ricerca dell’università piemontese agli studenti pavesi. In questo semestre, implementeranno le iniziative di visibilità digitale del tartufo bianco e della zona dell’Alto Monferrato spiega Rubino. Faranno comunicazione digitale e si dedicheranno al rebranding e ai social media.
Il progetto di ricerca sviluppato dall’Upo in collaborazione anche con il Cnr, con la Camera di Commercio di Alessandria e Asti e con i 21 Comuni dell’Ats, continua a dare frutti.
Oltre al discorso turistico e dello sviluppo del territorio, c’è molto di più. Tramite un bando regionale, l’associazione ha ricevuto circa 30 mila euro per la manutenzione di fondi validi per ripristinare ambienti tartufigeni naturali aggiunge il professor Rubino . Attraverso un bando interno alla nostra università , è stata fatta domanda sulla possibilità di progettare entità che gestiscono queste aree boschive. Inoltre, abbiamo già presentato all’associazione una serie di iniziative che ci piacerebbe realizzare: alcune sono di carattere culturale e mirano a coinvolgere le scuole superiori e i più giovani.
In futuro si punterà alla caratterizzazione del tartufo: l’intento è quello di riuscire a dimostrare la qualità superiore in maniera scientifica e oggettiva.
Come tutti i prodotti della terra, spiega ancora Vito Rubino , il tartufo ha un arco di maturazione che fa si che in certi periodi sia migliore e che abbia più caratteristiche organolettiche e odorose rispetto ad altri momenti. Vorremmo riuscire a identificare il momento giusto per poterlo raccogliere.
Fonte: lastampa.it


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