L’Istituto Majorana di Corigliano-Rossano segna un importante cambio di passo nella propria proposta educativa, scegliendo di puntare sul tartufo come elemento centrale per lo sviluppo rurale e professionale.
La strategia, promossa dal Dirigente scolastico Saverio Madera, mira ad anticipare le trasformazioni del mercato valorizzando una risorsa che rappresenta una frontiera agricola, gastronomica ed esperienziale per la Calabria.
Durante il recente convegno intitolato “La tartuficoltura in Calabria – Nuove opportunità per lo sviluppo rurale”, ospitato presso i laboratori dell’istituto, è emersa la volontà di destinare un’area specifica dell’Azienda Agricola scolastica alla realizzazione di una tartufaia. Questa iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione del territorio che vedrà il tartufo protagonista anche nella creazione del terzo “panino identitario”. Dopo i tributi a Sybaris e a Lilio, il pregiato fungo ipogeo sarà l’ingrediente principe di una nuova proposta gastronomica dedicata ai Marcatori Identitari Distintivi della regione.
La Calabria vanta condizioni naturali eccezionali per la crescita del tartufo, ospitando ben 8 delle 9 specie presenti in Italia, distribuite tra il Pollino, la Sila e le aree interne del cosentino. Nonostante nelle stagioni più favorevoli la raccolta raggiunga volumi considerevoli, il settore necessita di una maggiore organizzazione per trasformare questo capitale naturale in un sistema economico strutturato. Il potenziale si estende non solo all’ambito agricolo, ma anche al turismo di fascia alta e alla ristorazione d’eccellenza.
L’obiettivo del Majorana è fornire agli studenti un bagaglio tecnico e scientifico solido, dimostrando che è possibile costruire una carriera di alto profilo restando in Calabria. L’integrazione tra gli indirizzi Agrario e Alberghiero permette di seguire l’intera filiera, dalla terra alla tavola. Al convegno hanno contribuito esperti del settore come gli agronomi Giovanni Battista Caruso, Mario Reda e Antonio De Sensi, insieme a Matteo Galletti, coautore di manuali tecnici sulla tartuficoltura, i quali hanno sottolineato l’importanza di superare la frammentazione del comparto a favore di una visione d’insieme.
La fase operativa ha coinvolto gli studenti dell’Alberghiero in un laboratorio guidato dallo chef Antonello Rugna e dai docenti dell’istituto. I ragazzi si sono cimentati nella lavorazione della materia prima, realizzando piatti come i tagliolini alla crema di tartufo mantecati con fonduta di formaggi e una mousse di ricotta al tartufo. Queste esercitazioni non rappresentano solo momenti di didattica, ma veri e propri strumenti per formare professionisti in grado di interpretare le risorse del territorio e trasformarle in opportunità lavorative concrete.
Fonte: calabriadirettanews.com


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