Benvenuti nel blog di Milordo Tartufi, la vostra risorsa per scoprire tutti i segreti del mondo del tartufo! Se siete appassionati cercatori o aspiranti tartufai, sapete che il cane è il vostro alleato più prezioso . Ma vi siete mai chiesti se esistono delle regole sulle razze canine permesse o vietate per la ricerca del tartufo in Italia? La risposta è sì, e comprenderle è fondamentale per esercitare questa nobile attività in modo legale e responsabile.
Oggi faremo chiarezza sulle normative italiane relative ai cani da tartufo, sfatando miti e fornendovi tutte le informazioni necessarie per una ricerca consapevole.
La normativa italiana sulla raccolta, commercializzazione e tutela del tartufo (principalmente la Legge n. 752 del 16 dicembre 1985 e le successive leggi regionali) è molto chiara su un punto fondamentale: la ricerca del tartufo deve essere effettuata esclusivamente con l’ausilio del cane .
Questo divieto categorico dell’utilizzo di altri animali, in primis il maiale , non è casuale. È il risultato di una scelta ben precisa volta a tutelare l’ambiente e le tartufaie .
Come abbiamo già accennato in un precedente articolo (link all’articolo sul maiale), il maiale, pur avendo un olfatto eccezionale, causa danni ingenti al terreno durante lo scavo. La sua forza e la sua tendenza a voler divorare il tartufo portavano alla creazione di grandi buche e al danneggiamento delle radici delle piante simbionti, compromettendo la futura produzione di tartufi e l’equilibrio ecologico del bosco.
Il cane , addestrato con cura, scava invece con maggiore delicatezza e precisione , limitando al minimo i danni al suolo e permettendo al tartufaio di estrarre il tartufo intatto. Per questo motivo, solo il cane è riconosciuto legalmente come “strumento” per la ricerca.
Contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste una lista tassativa di razze canine “permesse” o “vietate” dalla legge italiana per la ricerca del tartufo. La normativa si limita a indicare che la ricerca deve avvenire con l’ausilio di un “cane”. Questo significa che, in teoria, qualsiasi razza canina (o meticcio) può essere addestrata per questa attività, purché dimostri le attitudini necessarie.
Tuttavia, nella pratica, alcune razze sono nettamente più indicate di altre per le loro caratteristiche naturali:
Lagotto Romagnolo: È la razza d’elezione e l’unica specializzata nella ricerca del tartufo. La sua predisposizione genetica, l’assenza di istinto venatorio, l’olfatto finissimo e il pelo riccio protettivo lo rendono il “re” indiscusso. Noi di Milordo Tartufi lo consideriamo il compagno ideale per eccellenza (link all’articolo sul Lagotto).
Bracco Pointer: Nonostante sia un cane da caccia, il suo olfatto acuto e la sua resistenza lo rendono un candidato interessante, sebbene richieda un addestramento più specifico per gestire l’istinto venatorio (link all’articolo sul Bracco Pointer).
Springer Spaniel, Cocker Spaniel: Sono cani con un buon olfatto, energici e con un carattere vivace, che possono essere addestrati con successo per il tartufo.
Setter (Irlandese, Inglese): Simili ai Bracchi, hanno un olfatto sviluppato ma richiedono un lavoro attento sull’inibizione dell’istinto di caccia.
Labrador Retriever: Intelligente, docile e con un buon olfatto, è una razza versatile che può essere addestrata per la ricerca.
Meticci: Molti dei migliori cani da tartufo sono, in realtà, meticci. Spesso sono incroci tra le razze sopra menzionate o tra queste e altri cani da pastore o da caccia. La loro attitudine non dipende dalla “purezza” della razza, ma dalle qualità individuali, dall’olfatto e dalla propensione al lavoro.
Ciò che conta è l’addestramento e l’attitudine individuale del singolo cane. Un buon tartufaio sa riconoscere nel cucciolo o nel cane adulto le qualità necessarie: un forte interesse per gli odori, intelligenza, docilità e una buona fisicità.
Fonte: milordotartufi.it


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