La stagione delle fiere del tartufo si è conclusa, ma il prezioso tesoro del bosco rimane ancora presente. Attualmente, manca una strategia condivisa per valorizzare al meglio questa risorsa, che rappresenta un patrimonio importante per il nostro territorio. È fondamentale trovare modalità sostenibili e condivise per preservare e promuovere il tartufo, mantenendo viva la sua tradizione e il suo valore economico.
La stagione delle fiere del tartufo è ormai finita, anche se il prezioso tesoro del bosco è ancora ben presente. Un anno particolare il 2025, in cui il tartufo c’è stato, ma non quanto se ne ipotizzava a inizio stagione. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Cristini, enogastronomo e ambasciatore del tartufo nostrano in Italia e nel mondo, quest’anno volato fino all’expo giapponese di Osaka per parlarne. Cristini, cosa ne pensa delle fiere del tartufo nelle Marche? “Le Marche hanno un potenziale enorme, ma sottovalutato. Il problema non è la quantità delle fiere, ma la loro direzione: molte si sovrappongono, inseguono il calendario senza costruire una visione comune.
Fonte: zazoom.it


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