Si apre una nuova fase per la valorizzazione del patrimonio boschivo della fascia jonica lucana. Con il Decreto del Presidente della Regione n. 96 del 21 aprile 2026, è stato ufficialmente riconosciuto lo status di “tartufaia controllata” per circa 143 ettari di terreni boscati di proprietà Alsia, situati nei comuni di Pisticci e Scanzano Jonico.
Un passaggio che segna un cambio di passo nella gestione delle risorse naturali regionali, puntando a coniugare tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile. L’obiettivo è chiaro: trasformare il bosco in una risorsa produttiva, senza comprometterne gli equilibri.
Il risultato arriva al termine di un lavoro tecnico e istituzionale portato avanti dai funzionari Alsia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani Basilicata e con l’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio della Regione Basilicata. Un’azione coordinata che si inserisce nel nuovo Piano di Gestione Forestale regionale, ancora in fase di approvazione, orientato a una gestione più efficiente e moderna dei boschi lucani.
Ma la portata dell’intervento va oltre l’aspetto economico. Le pinete della fascia jonica rappresentano una difesa naturale fondamentale contro l’erosione e proteggono le aree agricole retrostanti. La loro tutela rientra pienamente nelle strategie regionali di conservazione attiva del territorio, in linea con il Regolamento n. 3/2022, che individua nel tartufo anche un indicatore di qualità ambientale e biodiversità.
“La pineta jonica è un presidio ambientale che dobbiamo proteggere e, allo stesso tempo, valorizzare con scelte sostenibili”, sottolinea il direttore Alsia Michele Blasi. “Il riconoscimento delle tartufaie controllate rappresenta un’opportunità concreta per coniugare tutela e sviluppo. In Basilicata il tartufo sta acquisendo un peso crescente, grazie anche al tartufo nero della Valle del Serrapotamo, che si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante nei mercati nazionali e internazionali. È una filiera su cui investire per rafforzare l’economia locale e l’identità del territorio.”
Nella fase iniziale, il piano prevede interventi mirati per garantire la produttività delle aree: diradamenti selettivi delle piante deperienti, spalcature, messa a dimora di nuove piante tartufigene e gestione delle radure. Prevista anche la realizzazione di infrastrutture di protezione, tra cui recinzioni e cartellonistica, per regolamentare gli accessi e limitare i danni causati dalla fauna selvatica.
Fonte: sassilive.it


Lascia un commento