La trasformazione simbolica del paesaggio urbano prende forma a Città di Castello attraverso una scelta chiara e fortemente identitaria. Sette nuovi cartelli marroni, collocati nei principali ingressi del territorio, introducono una narrazione visiva immediata: il tartufo diventa elemento distintivo e riconoscibile della comunità. Non un semplice richiamo grafico, ma un segno strutturato di appartenenza culturale e produttiva. Le installazioni, realizzate dalle squadre operative comunali insieme alla polizia locale, si inseriscono in punti strategici della viabilità cittadina, rafforzando la percezione di un territorio che comunica se stesso già dal primo impatto stradale.
La nuova segnaletica coinvolge assi viari fondamentali come la strada cortonese, l’arteria Apecchiese, via Rosa Luxemburg, l’ingresso della superstrada E45 in via della Bastiglia, oltre a via Aretina, viale Romagna e la zona di Garavelle lungo la Trebis. In ciascun punto, il messaggio è coerente: accanto al nome della città compare la caratterizzazione del “re del bosco”, simbolo di una filiera radicata e diffusa. Il risultato è una forma di comunicazione territoriale continua, che trasforma la mobilità quotidiana in esperienza identitaria.
Il progetto si inserisce in un contesto economico già fortemente orientato alla valorizzazione del tartufo. Il territorio altotiberino conta oltre 1500 cavatori e più di 3000 cani addestrati alla cerca, numeri che collocano l’area tra le principali realtà italiane del settore. La tradizione si intreccia con eventi consolidati come il Salone Nazionale del Bianco Pregiato, prossimo a celebrare la cinquantesima edizione, rafforzando una reputazione costruita nel tempo. Il tartufo diventa così leva economica e culturale, capace di generare flussi turistici e indotto commerciale.
Secondo l’assessore al Turismo e Commercio Letizia Guerri, l’iniziativa rappresenta un tassello di una strategia più ampia che lega identità e sviluppo. L’ingresso del Comune nell’Associazione Nazionale “Le città del tartufo”, con ruolo nel direttivo e coordinamento regionale, consolida un posizionamento nazionale. La scelta dei cartelli non è quindi isolata, ma parte di un disegno che interpreta il tartufo come infrastruttura culturale e motore di promozione integrata.
Il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari, sottolinea il valore simbolico dell’iniziativa, capace di rafforzare il senso di appartenenza collettiva. La presenza del messaggio lungo le strade principali diventa un richiamo costante per residenti e visitatori, collegando il territorio alle sue eccellenze. Anche l’associazione tartufai altotiberini, attraverso il presidente Andrea Canuti, evidenzia come questi segnali rappresentino una “medaglia simbolica” per una comunità che vive da secoli in simbiosi con la cerca del tartufo, patrimonio tramandato e ancora oggi centrale nella vita sociale ed economica locale.
Fonte: altotevereoggi.it


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