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Biodiversità e prodotti tipici, Bim Tronto punta su olivo, tartufo e castagne – Vivere San Benedetto

Progetti con Università Politecnica e AMAP per filiere certificate e sostenibili: focus su Ascolana tenera, marroni e sperimentazione del tartufo bianco nel Piceno

Il Bim Tronto rafforza il proprio impegno per la valorizzazione del territorio piceno, mettendo al centro biodiversità agraria, innovazione e sviluppo sostenibile.

Attraverso la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e AMAP, prende forma una strategia integrata che punta alla realizzazione di una filiera vivaistica certificata per l’Ascolana tenera, varietà alla base del disciplinare dell’Oliva Ascolana del Piceno DOP. L’obiettivo è sostenere la competitività del comparto e, in prospettiva, estendere il modello ad altre varietà di olivo, rafforzando l’autonomia vivaistica regionale e la tutela del patrimonio agricolo marchigiano.

Parallelamente, il Bim Tronto avvia nuove progettualità dedicate alla valorizzazione di altre eccellenze locali come castagne, marroni e tartufo.

“Il territorio piceno consente di passare dal mare alla montagna in pochi chilometri – spiega il presidente Luigi Contisciani –. Il turismo resta centrale, ma stiamo investendo molto anche sull’agricoltura. Il rafforzamento del vivaismo olivicolo è fondamentale: siamo la patria dell’Oliva Ascolana DOP, ma serve un sistema locale in grado di garantire piante certificate”.

Un secondo filone progettuale riguarda castagne e marroni, presenti in larga parte del territorio piceno e considerati un potenziale volano economico per le aree interne, anche in termini occupazionali.

Spazio poi alla sperimentazione sul tartufo bianco pregiato: a Venarotta sarà avviata una prova di coltivazione con piante micorizzate prodotte dal centro di tartuficoltura di Amandola. L’obiettivo è studiare nuove possibilità di sviluppo per una risorsa che, a differenza del tartufo nero, presenta maggiori difficoltà di coltivazione.

Il progetto sull’Ascolana tenera rappresenta una risposta innovativa alle criticità storiche del settore vivaistico, integrando propagazione tradizionale e micropropagazione. Un approccio che coinvolge soggetti pubblici, accademici e privati, con ricadute concrete sul piano economico e sulla conservazione della biodiversità.

Sul fronte castanicolo, una specifica convenzione permetterà di verificare l’idoneità fitosanitaria e l’identità varietale di diverse accessioni di castagne e marroni marchigiani, che saranno inseriti nel campo catalogo dedicato.

Per quanto riguarda il tartufo bianco, il progetto prevede uno studio approfondito degli ambienti naturali di produzione, confrontati con aree non produttive, per individuare indicatori ecologici utili alla creazione di nuovi impianti e alla riqualificazione delle zone vocate.

“Queste iniziative coniugano tradizione e innovazione – sottolinea il presidente AMAP Renato Frontini –. Rappresentano una diversificazione produttiva strategica, capace di aumentare l’attrattività turistica e sostenere le imprese agricole, soprattutto nelle aree interne, creando nuove opportunità anche per i giovani”.

Dal punto di vista scientifico, la ricerca sulla micropropagazione dell’Ascolana tenera consentirà di ridurre i tempi di produzione delle piante, migliorare la qualità del materiale vivaistico e garantire uniformità genetica e sanitaria. Le attività saranno svolte nei laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università Politecnica delle Marche, nella sede di Ascoli Piceno.

Lo studio sul tartufo bianco, invece, analizzerà i fattori ambientali e vegetazionali che ne regolano la produzione, con l’obiettivo di replicare condizioni favorevoli e ridurre l’incertezza produttiva.

Infine, il recupero e la conservazione delle varietà locali di castagno, molte delle quali a rischio erosione genetica, sarà assicurato attraverso il campo catalogo della biodiversità marchigiana, già punto di riferimento regionale e collegato a reti nazionali.

Un insieme di interventi che punta a rafforzare identità, sostenibilità e sviluppo del territorio, trasformando le eccellenze del Piceno in leve strategiche per il futuro.

Fonte: viveresanbenedetto.it


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