“La legge regionale per favorire l’agricoltura contiene un ‘regalino’ per cacciatori e raccoglitori di tartufi”. Questa l’accusa che arriva dalla Stazione ornitologica abruzzese, in merito alla legge “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”, che ha ottenuto il via libera dell’assise lo scorso 24 marzo.
“ La Regione Abruzzo – spiega la Stazione ornitologica abruzzese – dal 2014, con una legge regionale (L.R. 3/2014) ha disciplinato l’utilizzo del patrimonio e delle risorse forestali, seppure ‘vanti’ un ritardo oramai ingiustificabile rispetto al regolamento attuativo della stessa normativa”.
“La stessa legge, con l’articolo 45 (Circolazione su strada e fuori strada) prevede in sostanza che le strade e piste di accesso a boschi e pascoli montani devono essere chiuse al transito di automezzi salvo quelli necessari per il pronto soccorso, la vigilanza, l’antincendio, le esigenze di studio e ricerca, i lavori forestali e agricoli e di quelli utilizzati dai proprietari o possessori per motivi di lavoro o di accesso ai propri fondi ivi inclusi il trasporto o il transito del bestiame”.
Si arriva così al 24 marzo 2026, con l’approvazione della legge più recente a favore dell’agricoltura. “L’obiettivo di fondo della norma – prosegue la Stazione ornitologica – appare più che condivisibile ma, come accade spesso in questi casi, all’interno della stessa si ‘nascondono’ finalità, e impegni di bilancio, che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura, dal contributo all’area marina protetta di Torre Cerrano, al sostegno degli agli orfani di femminicidio, al contributo per Asd nuoto disabili Sulmona, agli interventi a favore del mototurismo”.
Ma sotto accusa c’è l’ articolo 33 comma 12 della legge, che modifica i limiti di cui al citato articolo 45 ammettendo che strade e piste montane possano essere utilizzate anche dai “cacciatori in regola con il pagamento delle tasse di concessione e della quota di iscrizione nell’Atc su cui insiste la viabilità e dai raccoglitori di tartufo in regola con il pagamento della tassa di concessione annuale e in possesso del tesserino di idoneità, nei soli periodi consentiti dai rispettivi calendari venatorio e di raccolta”.
“In pratica – incalza la Stazione ornitologica abruzzese – l’escursionista, anche se disabile o anziano, il raccoglitore di funghi e di altre essenze spontanee o il bird watcher deve andare a piedi anche su piste e strade montane, mentre cacciatori e tartufari no. È evidente a chiunque che il consiglio eegionale abruzzese ha particolarmente a cuore solo alcune categorie”, è l’accusa.
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Fonte: chietitoday.it


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