Non solo eccellenza gastronomica, ma simbolo di un legame profondo tra uomo, ambiente e tradizione. Il tartufo torna al centro delle politiche regionali con un nuovo bando promosso dalla Regione Emilia-Romagna, pensato per sostenere progetti dedicati alla tutela degli ecosistemi e alla diffusione delle conoscenze legate alla sua raccolta.
Con una dotazione complessiva di 30mila euro, l’iniziativa punta a rafforzare il ruolo delle associazioni di tartufai come veri e propri presìdi del territorio, capaci di coniugare conservazione ambientale, attività didattiche e valorizzazione culturale. Il contributo potrà arrivare fino a 1.250 euro per ettaro, per un massimo di 5mila euro a progetto.
Il bando si rivolge alle associazioni senza scopo di lucro iscritte al Terzo Settore, impegnate nella tutela degli ambienti tartufigeni e nella promozione di una raccolta sostenibile. I progetti dovranno prevedere interventi concreti come la manutenzione del sottobosco, il contenimento della vegetazione infestante, la cura della rete idrica superficiale e la messa a dimora di piante idonee, con una particolare attenzione alla dimensione educativa.
Tra gli obiettivi principali c’è infatti il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni, attraverso visite guidate e attività formative capaci di trasmettere conoscenze, pratiche e rispetto per l’ambiente. Le aree interessate dovranno mantenere una destinazione didattica per almeno cinque anni, a conferma della volontà di costruire percorsi duraturi.
“Il tartufo rappresenta una delle espressioni più autentiche del rapporto tra uomo e ambiente – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi –. Con questo bando sosteniamo un modello che unisce tutela degli ecosistemi, trasmissione dei saperi e valorizzazione delle produzioni locali”.
Un’iniziativa che si inserisce in una strategia più ampia di promozione delle eccellenze agroalimentari regionali, rafforzata anche dal riconoscimento della cerca e cavatura del tartufo come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Le domande potranno essere presentate entro il 15 maggio 2026 tramite posta elettronica certificata. Un’opportunità concreta per sostenere una filiera che non è solo economica, ma anche culturale e sociale, capace di generare valore per le comunità locali e rendere ancora più attrattivi i territori dell’Emilia-Romagna.
Fonte: forli24ore.it


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