Una tartufaia sperimentale in Valle Ghenza , nellâarea degli «Orti» di Rosignano Monferrato, quasi a ridosso del centro storico del paese. à lâidea dellâassociazione dei cercatori della zona, unâarea utile a far rivivere antiche sementi e ad uso anche dei bambini della scuola elementare per coltivare ortaggi , seguendo il loro sviluppo nellâarco dellâanno.
Nella tartufaia, che avrà anche funzioni didattiche , si potrà verificare se il tartufo possa svilupparsi in aree protette. Si pensa di studiare lâumidità del terreno e altri fattori che incidano sulla sua crescita, tanto che lâassociazione locale ha innestato una quarantina di piante tartufigene, dai cerri ai lecci , dai carpini neri alle roverelle che favoriscono la crescita del tartufo nero, sia quello estivo di giugno sia la specie più pregiata.
Seguiranno gli sviluppi di questa tartufaia protetta lâagronomo Emanuele Rendo (uno degli iniziatori della tartufaia) e il presidente dei tartufai, Luca Salvaneschi.
Accanto a questo intervento sono stati piantati anche «porta-innesti» di diversi cultivar tipiche del Monferrato, come ciliegi, peschi, susini, meli per conservare antiche varietà che rispetto a quelle di oggi avevano sapori decisamente più accattivanti.
Ciliegie «grafgnon», pere di San Giovanni, pum bianc, pum ciucarina, pum banana che già Emanuele Rendo aveva tentato di far attecchire alla Cittadella di Casale, sullâesempio di Claudio Caramellino, agricoltore che negli anni ha cercato di salvaguardare antiche varietà di meli in Valcerrina.
«Sono specie a rischio di estinzione â dice il sindaco di Rosignano, Cesare Chiesa â. Usate per ricette tipiche, potrebbero godere della Denominazione comunale e diventare simboli del nostro territorio, un altro aggancio turistico del progetto Saperi e Sapori del Monferrato ».
Fonte: lastampa.it


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