C’è un ingrediente che, più di altri, racconta in modo silenzioso il legame tra cucina e territorio: il tartufo bianchetto (Tuber borchii Vitt.), che cresce nelle pinete costiere di Eboli. Cantina Segreta sceglie di valorizzarlo all’interno della propria proposta gastronomica, inserendolo nei piatti con un approccio misurato, coerente con la filosofia del ristorante: una cucina che lavora per equilibrio, sottraendo piuttosto che aggiungere, e lasciando spazio alla materia. “È un prodotto che nasce a pochi chilometri da qui — spiega lo chef/patron Andrea Nanna — più delicato rispetto ad altre varietà di tartufo, ma capace di esprimere una profondità aromatica precisa. Per questo lo utilizziamo con attenzione, cercando di accompagnare il piatto senza mai sovrastarlo.”
Il tartufo bianchetto delle pinete di Eboli rappresenta una risorsa ancora poco conosciuta al grande pubblico, ma fortemente identitaria per il territorio. Il suo utilizzo in cucina diventa così non solo una scelta gastronomica, ma anche culturale: un modo per raccontare il paesaggio e le sue stagionalità. In un momento in cui la cucina contemporanea guarda sempre più alla propria origine, Cantina Segreta continua a costruire un percorso in cui tecnica, pensiero e territorio convivono in equilibrio.
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Fonte: salernotoday.it


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