Si accende lo scontro sulla disciplina della raccolta tartufi in Basilicata. L’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Ideologica Lucana (AMSCIL), durante l’ultima assemblea dei soci del 18 marzo, ha tracciato la linea di confine in un contenzioso che vede contrapposti i cercatori e gli uffici regionali.
Il punto: ravvedimento operoso e “doppio balzello” L’Associazione incassa una prima, significativa vittoria: la Direzione Generale Politiche Agricole ha finalmente introdotto il ravvedimento operoso. Una novità che smentisce la rigidità mostrata finora e che permette a chi ha saltato la scadenza del 31 gennaio di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte.
Tuttavia, resta aperto il nodo della “doppia tassa”. Secondo la Regione, i cercatori dovrebbero pagare due volte lo stesso importo (€ 92,96) nell’anno di rilascio e di rinnovo del tesserino: una volta per la concessione e una per la raccolta annuale. Una pretesa che AMSCIL definisce “palesemente contra legem” e in violazione del principio di legalità tributaria.
Le critiche al portale regionale A supporto della tesi dei cercatori ci sarebbe proprio lo strumento tecnico fornito dall’Ente. Il foglio di calcolo ufficiale per il ravvedimento operoso, pubblicato sul portale regionale, imposta come base del debito d’imposta un unico importo di € 92,96.
“Il sistema, pur nella sua farraginosità e scarsa praticità di calcolo, riconosce implicitamente l’unicità del contributo dovuto”, spiegano dall’associazione.
Battaglia legale al TAR Basilicata Nonostante l’apertura sul ravvedimento, l’assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità di ricorrere al TAR Basilicata. L’obiettivo è annullare le circolari che impongono il raddoppio dei costi e contestare le nuove modalità d’esame per il rilascio dei tesserini, adottate senza consultare le associazioni.
Tutela per i sanzionati AMSCIL non si ferma all’azione giudiziaria. L’associazione ha dichiarato la propria disponibilità a patrocinare le richieste di rimborso per tutti i cercatori che sono stati sanzionati per aver pagato la tassa in ritardo oltre il 31 gennaio.
“È un atto di giustizia verso i cittadini lucani operanti in buona fede”, conclude il Presidente di AMSCIL, Antonio Pagano
Fonte: sassilive.it


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