Era uscito all’alba, come tante altre volte. Scarpe da montagna, cesto, bastone, quei gesti ripetuti che diventano quasi un rito.Quella mattina, però, il rientro a casa non c’è stato.
Sui monti che dominanoCervinara, in provincia diAvellino, un uomo di68 anni, indicato con le inizialiC.C., ha perso la vita dopo essere stato colpito da unmalore improvvisodurante un’uscita in cerca di tartufi.
Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia si è consumata nella mattinata del3 marzo 2026, in una zona particolarmenteripida e imperviadel massiccio delPartenio.
C.C. era salito in montagna insieme a un’altra persona, anche lei impegnata nella ricerca di tartufi. I due si trovavano in un’area boscosa, lontana dalle strade e difficile da raggiungere.
Nel corso dell’escursione, il 68enne sarebbe stato colto da unmalore, verosimilmente di natura cardiaca. In quei momenti concitati avrebbe perso l’equilibrio, finendo in un punto particolarmente esposto del versante, tra rocce e vegetazione fitta.
L’allarme è scattato subito: il compagno che era con lui ha chiesto aiuto e sono partite le operazioni di soccorso.
Sono intervenuti i sanitari del118, le squadre di soccorso impegnate via terra e, dall’alto, anche l’elisoccorso, necessario per localizzare l’uomo e organizzare il recupero in sicurezza in un’area tutt’altro che semplice.
Il luogo in cui si è sentito male C.C. viene descritto comedifficilmente accessibile, con tratti ripidi e instabili. Proprio per questo le operazioni di recupero sono state complesse e hanno richiesto tempo, coordinamento e l’impiego di più squadre.
Gli operatori si sono trovati a lavorare in condizioni non facili, tra vegetazione, dislivelli e il rischio di ulteriori scivolamenti.Nonostante gli sforzi, per il 68enne non c’è stato nulla da fare: quando i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
La notizia della morte di C.C. ha colpito profondamente la comunità diCervinara. L’uomo era conosciuto in paese, e chi frequenta i sentieri del Partenio sapeva della sua passione per la montagna e per i tartufi.
Una figura legata al territorio, a quelle abitudini che scandiscono le stagioni: le uscite all’alba, i boschi, il ritorno a casa con il cesto. Per questo la sua scomparsa ha assunto, per molti, il sapore amaro di unavita spezzata nel luogo che amava.
Le autorità mantengono il riserbo sull’identità completa, utilizzando solo le iniziali, anche per tutelare i familiari in un momento di dolore così forte.
Chi conosce la zona lo ripete spesso: la montagna del Partenio è affascinante, ma restaun ambiente che va rispettato.Anche chi è esperto di sentieri può trovarsi in difficoltà in caso di malore, scivolata o cambiamento improvviso delle condizioni.
Nel caso di C.C., il malore è arrivato in un punto sfavorevole, rendendo tutto più complicato. La presenza di un compagno e l’allarme immediato non sono bastati a cambiare l’esito di quella mattina.
Questa tragedia ricorda quanto sia importante non sottovalutare alcuni aspetti:
Fonte: alphabetcity.it


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