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Prima della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, nellaPremium Lounge dell’Arena di Veronadiretta da On Location e allestita all’interno dellaGran Guardia,centocinquanta ospiti provenienti da tutto il mondohanno partecipato a un evento che ha superato il concetto di gala dinner, trasformandosi in un’esperienza immersiva capace difondere cucina e tecnologiain un unico racconto emozionale.
Dietro l’impianto creativo e visivo, il lavoro diStefano Bertagna, che ha firmato l’art direction del videomappingdopo oltre nove mesi di progettazione. Un percorso lungo e complesso, culminato in una serata in cui la vera sfida è stata sincronizzare perfettamente i contenuti visivi con i tempi della cucina. Durante l’evento, infatti, una doppia regia ha guidato l’esperienza: una regia tecnica dedicata a video, luci e suono e una regia di cucina che cronometrava con precisione ogni uscita delle portate. Un coordinamento millimetrico che ha permesso a immagini, suoni e piatti di dialogare in tempo reale, trasformando ogni servizio in una scena dello spettacolo. Il sound design è stato realizzato da Marco Adamoli, mentre le musiche originali portano la firma di Francesco Ambrosini.
Luci, proiezioni e scenografie immersive hanno trasformato lo spazio in un ambiente in continuo movimento. Clip tematiche hanno accompagnato la cena: dalle grandi vittorie degli atleti del passato, evocate attraverso immagini cariche di memoria e orgoglio sportivo, fino all’apparizione della mascotte Tina, che ha guidato gli ospiti in un viaggio tra le sedici discipline olimpiche invernali. I tavoli si sono trasformati in piste, montagne e paesaggi innevati, mentre sci insieme agli altri sport, prendevano vita in un racconto visivo in cui ogni portata diventava parte integrante della narrazione.
Sul finale ancora una sorpresa. Il sopranoSara Tosoni ha interpretato Violetta Valéry dalla Traviata di Giuseppe Verdi, accompagnata al pianoforte daLorenzo Orlandi.Accanto a lei, in una veste sorprendente, lochef e tenore Matteo Barca,protagonista sia in cucina sia sulla scena.
«Durante una delle riunioni di preparazione all’evento – ha raccontato Barca – ho condiviso l’idea di inserire nel finale una sorpresa, per coinvolgere gli ospiti e far respirare loro anche la nostra grande tradizione lirica. È nato così un epilogo inaspettato che ha stupito ancora una volta il pubblico presente». Il format, nato al ristorante Tre Marchetti nel 2019, è approdato così su un palcoscenico internazionale con l’obiettivo di far dialogare linguaggi diversi: la cucina come teatro, l’opera come emozione, la tecnologia come scenografia viva.
Le direttive del gala erano chiare: utilizzare e valorizzare i prodotti del territorio, con particolare attenzione alle eccellenze venete. «Abbiamo costruito un menù identitario – ha sottolineato lo chef Matteo Barca – che raccontasse l’Italia attraverso materie prime e sapori riconoscibili, lavorando in squadra con tutta la brigata per sostenere il ritmo della regia e dello spettacolo».
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Fonte: larena.it


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