Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato mercoledì 18 febbraio.
La Regione Piemonte ha approvato il nuovo bando per il sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali diTuber magnatumPicco, il pregiato tartufo bianco tipico delle aree vocate piemontesi.
L’iniziativa rientra nell’attuazione della legge regionale n. 16/2008 “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale”.
La dotazione finanziaria del bando ammonta a51.380 euroe si rivolge alle associazione dei cercatori, anche in forma associata con soggetti pubblici o privati, proprietari o gestori di terreni agricoli e forestali dove è presente tartufo bianco pregiato.
L’obiettivo è duplice: da un latomigliorare e ripristinare il patrimonio ambientale delle tartufaie naturaligià esistenti, contrastandone degrado e perdita di produttività; dall’altropromuovere occasioni di fruizione didattica e conoscitivadell’ambiente tartufigeno, favorendo la diffusione delle conoscenze su un ecosistema dal forte valore culturale, naturalistico ed economico.
«Con questo bando rafforziamo l’impegno della Regione a tutela di un patrimonio unico, che coniuga gestione forestale, biodiversità, tradizione e sviluppo locale– dichiara l’assessore regionale alle Foreste e Tartuficoltura,Marco Gallo–.Si tratta di un intervento che sostiene chi vive e valorizza le aree vocate del Piemonte, promuovendo pratiche di gestione sostenibile delle tartufaie naturali e favorendo iniziative che possano integrare tutela ambientale e valorizzazione economica, due elementi al centro della nostra strategia».
Il bando finanzia interventi nelle aree identificate come vocate alla produzione diTuber magnatumPicco e richiede ai proponenti la presentazione di una relazione tecnica dettagliata sottoscritta da un tecnico abilitato in campo forestale, con cartografia delle superfici, cronoprogramma e piano finanziario delle attività.
Le domande di contributo devono essere presentate entro l’8 maggio 2026.
La misura si inserisce nel quadro del Programma triennale di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, in un percorso più ampio di valorizzazione dei prodotti tipici piemontesi e delle filiere tradizionali, con particolare attenzione alle comunità locali e alle economie dei territori montani e collinari, dove il tartufo bianco rappresenta un elemento di identità, attrattività e competitività economica.
Il prossimo24 febbraioè infatti convocata laConsulta per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno piemontese, momento di dialogo istituzionale con le associazioni dei trifolai, i rappresentanti del settore, gli enti territoriali e i soggetti coinvolti nella filiera per affrontare in modo condiviso le sfide legate alla sostenibilità ambientale, ai cambiamenti climatici alla qualità del prodotto e alla tutela del mercato.
Fonte: lavocedialba.it


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